Comunisti Pugli...'s profileComunisti PugliesiPhotosBlogListsMore Tools Help

Comunisti Pugliesi

Hasta La Victoria, Siempre!
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
Ma che mica sarete vendoliani?? =)
Saluti marxisti leninisti ferreriani!
 
Ancora fischia il vento!
Oct. 21
Venceremoswrote:
Saluti rossi da Firenze
 
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
Oct. 17
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

UNITI CONTRO IL FASCISMO
Sept. 4
Per Qualsiasi Cosa Contattateci

Windows Media Player

Photo 1 of 1
 
Per Ascoltare Un Pò Di Radio Libere, Dove Non C'è Nessuon Controllo Da Parte Dei Poteri, Clicca Sul Nome

Vota il mio Spaces

Loading...
August 17

Anti-Legge Blocca Processi

Mandate Un E-Mail Contro Una Legge Schifosa, Vergognosa E Anti-Costituzionale Che Ha Fatto Il Governo Di Destra Per Salvare I Proprio Politici Tra Cui In Primis Il Premier.
 


July 13

Di Pietro dà un consiglio al Pd: «Attenti al finto dialogo. Sicurezza, votiamo no

Nemmeno il giorno festivo riesce a fermare il piccato botta e risposta tra Di Pietro e Veltroni, innescato dalle polemiche seguite alla manifestazione in piazza Navona a Roma. Il leader dell'Italia dei Valori fa però anche un'apertura, o meglio dà un consiglio agli alleati invitandoli «a non cadere nel trabocchetto del finto dialogo, perché non sarebbero credibili neppure per i loro elettori e tra la copia e l’originale gli elettori scelgono l’originale». Di Pietro ha parlato a Bellaria, in conclusione del Forum dei giovani del partito. Gli argomenti: legge finanziaria, decreto sicurezza, riforme e in generale i temi su cui il Pdl invoca il dialogo con l'opposizione. Ma sceondo il leader dell'Idv non esiste un terreno comune su questi punti.

TAGLIO ICI - Di Pietro cita le dichiarazioni dei ministri degli Esteri Frattini e di quello dell’Economia Tremonti. Il primo propugna la necessità del’immunità parlamentare e Di Pietro chiosa: «Il problema non è ciò che dice Frattini ma il fatto che il Pd deve dire che non vuole questo dialogo perché non è dialogo, non si può fare». Stessa musica per Tremonti e per il taglio dell’Ici, benvenuto «ma non a spese dei ceti più poveri» - sottolinea Di Pietro - perché invece di tagliare su certi capitoli di spesa si doveva risparmiare «sulle consulenze affidate a politici 'trombati' e ai soliti nipoti da sistemare».

SICUREZZA - Infine l'annuncio: l'Italia dei Valori voterà contro il decreto legge sulla sicurezza. I motivi del no - spiega Di Pietro - non sono da ricercare solo negli emendamenti relativi alla sospensione dei processi, ma anche e soprattutto alla schedatura dei rom con le impronte digitali. Anche perché il nuovo emendamento sulla sospensione dei processi è, aggiunge, solo l'applicazione di una circolare già in vigore che permette al giudice di decidere la sospensione di processi il cui esisto non avrebbe efficacia per via dell'indulto. Di Pietro ha ribadito la propria contrarietà anche al reato di immigrazione clandestina: «Siamo contrari all'aggravante razziale nel punire chi commette un reato. Un rapinatore non è più rapinatore di un altro se ha un colore diverso della pelle. Dobbiamo rincorrere i delinquenti e non i clandestini in quanto tali».

L'ALLEANZA - Infine l'orgoglio dell'identità: «Non siamo ospiti nel centrosinistra ma costruttori del nuovo e non siamo neppure la pecora che segue il pastore ma pastori che insieme ad altri indicano la strada e quando serve anche cani che mandano via i lupi». Così Di Pietro ha tratteggiato il profilo dell'alleanza auspicabile con il Pd, insistendo che «deve fare i conti con noi, da parte nostra c’è il rispetto per tutti i partiti ma chiediamo lo stesso anche per noi». L’unica alleanza che l'Italia dei Valori può accettare è quella paritaria. «Innanzitutto bisogna chiedersi quale alleanza e per fare che cosa perché io non mi sento di propugnare un’alleanza così variopinta come quella dell’ultima volta (della precedente legislatura, ndr) nella quale mentre il governo decideva qualcosa sulle infrastrutture, c’erano dei ministri che telefonavano ai loro adepti sul territorio per dire "preparate le barricate". Insomma, un’alleanza non si può fare con chi tesse di giorno e sfila di notte, noi siamo un partito postideologico del fare».

July 11

Cambia la norma blocca-processi.Pdl: ora votatelo. Il Pd: una farsa

Il governo ha presentato due emendamenti che modificano radicalmente la cosiddetta norma 'blocca-processi' contenuta nel decreto sicurezza, in fase di conversione alla Camera dei deputati. Il testo, nella nuova formulazione, prevede che non ci sia più nessuna sospensione dei processi, ma solo un rinvio, fino a 18 mesi, di quelli "meno importanti". Sparisce quindi l'automatismo della sospensione di un anno dei processi per reati commessi entro il giugno 2002: una misura che era stata aspramente criticata da magistrati e opposizione. E che aveva suscitato non poche perplessità anche al Quirinale.

Ora, la norma che il governo vuole introdurre al decreto sicurezza dice soltanto che i capi degli uffici giudiziari dovranno tener conto, nella formazione dei ruoli d'udienza, delle priorità indicate nella direttiva di carattere generale introdotta nell'emendamento. Valutazioni che i dirigenti dei tribunali dovranno svolgere limitatamente ai procedimenti che prevedono pene inferiori ai 4 anni, mentre per quelli relativi a reati di maggiore gravità, per quelli commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e, più in generale, per tutti quelli che prevedono pene superiori ai 4 anni di reclusione, il governo ha mantenuto la priorità.

"E' una riformulazione dell'emendamento in cui rimane fermo il principio generale di dare priorità a determinati processi, cioè ai processi più gravi, ma si dà assoluta discrezionalità ai dirigenti degli uffici, quindi ogni singolo tribunale farà la propria valutazione su come gestire i ruoli d'udienza", ha osservato Niccolò Ghedini del Pdl. "Non c'è più una norma rigida che impone determinate decisioni - ha aggiunto - ma ogni singolo tribunale potrà attagliare la norma alle sue esigenze". "Rimane ferma - ha proseguito - la sospensione della prescrizione nei casi di rinvio e quindi non c'è nessun danno per la persona offesa che potrà trasferire l'azione in sede civile con tempi dimezzati. A noi sembra una soluzione che tiene conto delle critiche che erano state avanzate e della funzionalità dei processi e dei tribunali".

Cambiamenti che secondo la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno dovrebbero ora convincere l'opposizione a votare a favore del provvedimento sulla sicurezza. "Così come è stata riformulata questa norma - ha affermato la parlamentare del Pdl - non può essere in alcun modo ricondotta a Silvio Berlusconi. Spero che ora ci possa essere il sostegno dell'opposizione".

Ma la chiusura è totale. E il ministro ombra dell'interno annuncia il voto contrario. E il capogruppo del Pd alla Commissioe giustzia, Donatella Ferranti, spiega: "Stamattina la maggioranza ha compiuto un clamoroso passo indietro. Questa vergogna che avrebbe avuto effetti dirompenti nell'ordinamento giudiziario viene finalmente fermata, ma questo accade all'indomani dell'approvazione del cosiddetto Lodo Alfano a dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che era stato tutto architettato per mettere al riparo il premier dai suoi problemi giudiziari".

Interpretazione identica a quella fornita dall'Idv. "Abbiamo la dimostrazione - ha commentato il capogruppo alla Camera Massimo Donadi - che l'Italia dei valori aveva ragione: il premier era pronto a mandare all'aria centomila processi per salvare se stesso. Berlusconi ha ottenuto il riscatto e cioè la 'porcata', il lodo Alfano, e adesso, forse, messosi in salvo lui, lascia libera la giustizia".

Al decreto sicurezza l'opposizione ha presentato inoltre più di mille emendamenti. "Vogliono costringerci a mettere la fiducia, vista la presentazione di quasi 1.200 emendamenti al decreto sicurezza, che è del tutto sproporzionata e ingiustificata", ha sostenuto Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento. "Ci dispiacerebbe se dovessimo ricorrere alla fiducia per esclusiva responsabilità delle forze di opposizione, di cui abbiamo accolto tutte le richieste - ha aggiunto - Ma noi entro martedì dobbiamo chiudere".
July 10

D'Alema: Berlusconi fatti giudicare

Silvio Berlusconi rinunci'' al lodo Alfano, ''affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta e lasci al Parlamento il compito di affrontare questioni di fondo come quella della Giustizia in quel clima di confronto sulle riforme prima auspicato e poi compromesso da scelte autoritarie che hanno creato imbarazzo'' anche ''in parte della maggioranza''. E' l'appello che Massimo D'Alema (Pd) lancia nell'Aula della Camera durante l'esame del lodo Alfano, presentando ''gli emendamenti volti a circoscrivere il danno prodotto da questa leggina, cosi' da ridurne l'incongruenza e la incostituzionalita'''. ''Questa legge serve solo a bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione in cui il presidente del Consiglio e' coinvolto e forse per evitargliene un altro. La verita' e' questa, e le finzioni non aiutano'', ha spiegato l'ex premier manifestando ''solidarieta' alle altre cariche dello Stato che non c'entrano nulla e che sono coinvolte solo per far compagnia a Berlusconi cosi' da dare la sensazione di un interesse generale''.

CAMERA BOCCIA PREGIUDIZIALI A LODO ALFANO
L'Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' dell'opposizione al lodo Alfano con 296 no, 230 si' e 26 astenuti (l'Udc). Poi è cominciato l'esame degli emendamenti al testo. Alla votazione hanno partecipato numerosi ministri e sottosegretari, che riempivano i banchi del governo. Una curiosita': Erminio Quartiani, il vicecapogruppo del Pd che dava l'indicazione di voto ai colleghi di gruppo, ha sbagliato a votare: invece che esprimere voto a favore ha premuto il pulsante rosso, come han fatto i deputati di maggioranza, accorgendosi dell'errore solo quando il presidente ha chiuso la votazione.
July 08

"Italia Paese del vizio"Poi la Casa Bianca si scusa con Berlusconi

Seconda gaffes in meno di un mese della Casa Bianca su Silvio Berlusconi, ma questa volta è di dimensioni tali da obbligare Washington alle scuse formali a Palazzo Chigi.

In occasione del recente viaggio di George W. Bush in Italia la Casa Bianca aveva distribuito ai giornalisti al seguito un «press kit» nel quale si leggeva che Romano Prodi era ancora a Palazzo Chigi. Si trattò di uno scivolone del cerimoniale sul quale l’Italia scelse di sorvolare a causa del fatto che il nuovo governo si era appena insediato, ma quanto avvenuto negli ultimi due giorni ha lasciato ben poche alternative a Roma, che ha chiesto e ottenuto da Washington un mea culpa nero su bianco.

Tutto è iniziato alla partenza dell’Air Force One per il Giappone, quando l’ufficio stampa della Casa Bianca ha consegnato ai giornalisti il nuovo «press kit», questa volta con le informazioni biografiche sugli altri leader del G8. Ma le pagine relative a Silvio Berlusconi avevano contenuti talmente aspri da sembrare volutamente offensivi. «Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato uno dei più controversi leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio», esordiva il testo, descrivendo il premier italiano come «un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali» ovvero con meriti più economici che politici. Nelle righe seguenti il testo distribuito dalla Casa Bianca aggiungeva: «Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». Trattandosi di un documento redatto a cura del team che prepara i viaggi presidenziali il «press kit» ha fatto sobbalzare i cronisti al seguito, soprattutto per gli accenni alla ricchezza personale di Berlusconi come volano del potere politico: «È odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua "bella figura", ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata e la sua posizione di persona più ricca del Paese». Nelle ultime righe la biografia terminava ricordando episodi giovanili con toni macchiettistici: «Guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso, si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e anche i compiti di altri studenti in cambio di soldi».

La protesta italiana è stata inevitabile. L’ambasciata a Washington ha fatto conoscere alla Casa Bianca tutto il proprio disappunto e Tony Fratto, vice assistente del presidente, dopo ha diffuso un formale comunicato di scuse in merito ai «documenti di background che sono stati consegnati ai reporter al seguito del presidente». «Una biografia ufficiosa del primo ministro Berlusconi inclusa nel press kit adopera un linguaggio insultante nei confronti suoi e del popolo italiano», recita il testo, sottolineando come «i sentimenti espressi nella biografia non rappresentano l’opinione del presidente Bush, del governo americano o del popolo americano». Da qui le scuse: «Chiediamo scusa all’Italia e al primo ministro per questo errore sfortunato, chiunque ha seguito Bush sa il rispetto che ha nei confronti di Berlusconi e di tutti gli italiani». Resta il giallo su chi abbia compilato, per due volte di seguito, il «press kit» della discordia.